Maria Occhipinti nasce a Ragusa il 29 luglio 1921. Nel 1945 ventitreenne si rende protagonista del locale movimento antimilitarista “Non si parte!”, osteggiando l’arruolamento forzato nell’esercito dei giovani ragusani.
A causa delle sue azioni sovversive viene condannata al confino a Ustica e successivamente al carcere a Palermo.
L’ostilità con la quale, dopo aver scontato la pena, è accolta nel capoluogo ibleo, la spinge a spostarsi per l’Italia; dapprima Ravenna, Napoli, Roma dove lavora come infermiera, operaia, governante, pellicciaia e sarta. Poi per il mondo: Svizzera, Marocco, Francia, Inghilterra, Messico, Canada ed infine Stati Uniti d’America (New York, Los Angeles, Hawaii).
Nel 1957 vede le stampe l’autobiografia Una donna di Ragusa per Landi. Del 1976 è una seconda edizione per i tipi di Feltrinelli. Nello stesso anno il libro vince il Premio Brancati. Per Sellerio, Palermo, pubblica nel 1993 la raccolta Il carrubo e altri racconti; è autrice di poesie e articoli. Muore a Roma il 20 agosto 1996. Nel 2004 è pubblicata postuma da Sellerio l’autobiografia Una donna libera, che comprende la narrazione delle vicende successive alla scarcerazione, sino agli anni Novanta.