Leonardo

Sciascia

Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto (Agrigento) l’8 gennaio 1921. Nel 1935 si trasferisce a Caltanissetta dove intraprende gli studi magistrali.

Nel maggio del 1949, dopo aver vinto il concorso per diventare maestro, prende servizio nel paese natale.

A metà degli anni Cinquanta intensifica l’attività di critico letterario ed estende le sue collaborazioni a quotidiani e riviste specializzate. Per Laterza pubblica Le parrocchie di Regalpetra (1956), il suo esordio di scrittore. Il primo romanzo, Il giorno della civetta, appare nel ‘61 ed inaugura una nuova stagione del giallo contemporaneo.

Negli anni Sessanta vedono la luce scritti nati dallo studio della storia e della cultura siciliana: Il consiglio d’Egitto (1963), Morte dell’Inquisitore (1964), Feste religiose in Sicilia (1965). Nel 1969 inizia la collaborazione con il “Corriere della Sera”. Nel 1975 viene eletto consigliere comunale nella città di Palermo mentre dal 1979 al 1983 siede tra gli scranni della Camera dei Deputati. Muore a Palermo il 20 novembre 1989.

Tra i maggiori scrittori del Novecento, la sua opera spazia dal teatro (L’onorevole, 1965) alla poesia (Favole della dittatura, 1950; La Sicilia, il suo cuore, 1952), dalla narrativa (L’antimonio, 1960; Il mare colore del vino, 1973; Cronachette, 1985) alla saggistica (Pirandello e il pirandellismo, 1953; La scomparsa di Majorana, 1975; Fatti diversi di storia letteraria e civile, 1989) e dalla pubblicistica al romanzo (A ciascuno il suo, 1966; Todo modo, 1974; Il cavaliere e la morte, 1988; Una storia semplice, 1989).

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