Giuseppe Pitrè nasce a Palermo il 22 dicembre 1841. Pur nelle ristrettezze economiche, riesce a portare a compimento gli studi classici e a frequentare la Facoltà di Medicina dell’università cittadina, laureandosi nel 1865.
Tra il 1860 e il 1861 prende parte all’impresa garibaldina; successivamente inizia a praticare la professione medica. A partire dalla fine degli anni Sessanta, si dedica in maniera sistematica allo studio delle tradizioni e al folclore.
Nel 1871 vede le stampe, a Palermo, l’incipit del suo lavoro di raccolta, la Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, ricerca che prosegue fino al 1913. Negli anni Ottanta e Novanta amplia il raggio dei suoi studi; pubblica Novelle popolari toscane (1885) e Bibliografia delle tradizioni popolari ita-liane (1894).
Dal 1910 insegna Demopsicologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo, prima cattedra ad essere istituita in Italia per tale settore disciplinare. Nominato alla fine del 1914 senatore del Regno, muore a Palermo il 10 aprile 1916.
I Mercanti […] sono ometti corti di statura, ma all’apparenza tarchiati, di barba e di occhi neri […]. Loro ufficio è quello di stare a guardia de’ tesori incantati, che radamente sono in moneta, ma per lo più son foggiati ad animali […]; nella Cava di Santa Lena in Monterosso, un gregge di pecore d’oro.