Nato a Pozzallo, nell’allora provincia di Siracusa, il 15 marzo 1885, giovanissimo si trasferisce a Milano, dove esordisce come poeta con L’incubo velato (1906), che gli vale il Premio della rivista “Poesia” di Marinetti.
Seguono – sempre in ambito futurista: è trai firmatari del Manifesto del 1909 – Le ranocchie turchine del 1909 e Cavalcando il sole del 1914.
Critico del quotidiano “Il Secolo”, direttore della rivista “Il Mondo”, del “Secolo Illustrato” e del periodico teatrale “Comoedia”, lavora inoltre come redattore capo de “La Stampa” e direttore de “L’Illustrazione Italiana” (1935-1939). Nel secondo dopoguerra dirige la “Gazzetta di Parma”.
Come autore teatrale, le sue opere più note sono forse La campana d’argento (1913), L’uccello del paradiso (1919), La danza del ventre (1921), Allegoria della primavera (1923), L’oasi (1935), Le stelle del pozzo (1943).
Per la narrativa si ricordano i romanzi Vamp del 1930 e Serenata celeste del 1932. Scrisse anche libretti per opere liriche: Zingari (1912), da Puškin, per la musica di Ruggero Leoncavallo; Marken (1920), per la musica di Gianni Bucceri; I fuochi di san Giovanni (1919), tratto da Hermann Sudermann, e Il donzello (1925), entrambi per la musica di Ezio Camussi. Muore a Milano il 4 gennaio del 1954.