Carlo Levi nasce il 29 novembre 1902 a Torino. Dopo aver frequentato il Liceo classico “Alfieri”, si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino.
Il suo impegno politico si manifesta già a partire dagli anni Venti: nel 1922 comincia a collaborare alla “Rivoluzione Liberale” di Gobetti, che lo introduce nella scuola di Felice Casorati, attorno a cui ruota l’avanguardia pittorica locale. E alla pittura Levi si dedicherà con grande impegno per tutta la sua vita. Nel 1924 si laurea a pieni voti e partecipa alla XIV Biennale di Venezia.
Soggiorna ripetutamente a Parigi. Dal 1927 decide di dedicarsi solo alla pittura. Espone a Venezia, Roma, Parigi, Buenos Aires e negli Stati Uniti. Viene arrestato più volte per sospetta partecipazione al movimento antifascista “Giustizia e Libertà” e nel 1935 viene condannato al confino a Matera.
Da questa esperienza nasce il suo romanzo più noto, Cristo si è fermato a Eboli (1945). Il 28 aprile 1963 è eletto senatore della Repubblica ed entra a far parte della Commissione Istruzione Pubblica e Belle Arti. Il 19 maggio 1968 è rieletto senatore, lavora alla Commissione Esteri. Muore a Roma il 4 gennaio 1975. Tra i suoi scritti: L’orologio (1950), Le parole sono pietre. Tre giornate in Sicilia (1955) con il quale vince il Premio Viareggio, La doppia notte dei tigli (1959) e Tutto il miele è finito (1964).